sabato, Dicembre 10, 2022
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POLITICA ITALIANA: INIZIA LA XIX LEGISLATURA

Oggi le Camere votano i presidenti. A Montecitorio la seduta è aperta da Ettore Rosato, per il Senato da Liliana Segre. Da FdI maggioranza coesa su Ignazio La Russa

Il presidente provvisorio della Camera dei deputati, Ettore Rosato ha aperto la prima seduta della Camera della XIX legislatura. Si terranno tre votazioni, di cui la prima è già in corso. La seconda sarà convocata alle 14 e la terza alle 17. Per queste votazioni è richiesta la maggioranza dei 2/3 e il voto è segreto. L’elezione dei presidenti delle Camere rappresenta il primo passo della nuova legislatura che si apre oggi a Montecitorio e a Palazzo Madama, ed è propedeutica per i passaggi successivi che daranno vita al nuovo esecutivo.

Ignazio La Russa verso il Senato

Intanto Fratelli d’Italia fa sapere che “su La Russa c’è una maggioranza”. C’è stato anche un incontro, a quanto si apprende, fra la leader di FdI Giorgia Meloni e quello di Forza Italia, Silvio Berlusconi. L’incontro, dopo la fragile intesa abbozzata nella notte, serve a definire l’accordo sulla presidenza della Camera, che dovrebbe andare al leghista Molinari, e quella del Senato, che invece si chiuderebbe su Ignazio La Russa. Per le altre caselle che comporranno il Governo, è forte la richiesta di Forza Italia su Licia Ronzulli. Per il Ministero dell’economia e delle finanze, dovrebbe essere scelto il leghista Giancarlo Giorgetti. «Tutto procede bene, state tranquilli, faremo velocemente». Ha dichiarato la Meloni.

Cosa succederà in Parlamento nei prossimi giorni

La nuova legislatura inizierà con l’elezione dei presidenti delle Camere, passaggio fondamentale che guiderà tutta l’attività parlamentare. Il presidente della Camera verrà eletto tenendo conto di quattro votazioni. La prima sarà valida solo se si raggiunge la maggioranza dei 2/3 (pari a 267 voti). Nella seconda e nella terza votazione il quorum scende a 2/3 dei presenti. A partire dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201 voti. C’è da ricordare che questa è la prima volta che si vota dopo la riforma costituzionale, che ha drasticamente ridotto il numero dei parlamentari. Molto diversa la procedura del Senato, dove presiedere la prima seduta toccherebbe al senatore a vita ed ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il più anziano tra i componenti di Palazzo Madama. Tuttavia, Napolitano non ci sarà a causa delle sue condizioni di salute. In sua sostituzione è stata scelta la senatrice a vita Liliana Segre, salutata con una standing ovation dall’Aula. «Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre, nel quale cade il centenario della Marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca proprio ad una come me assumere momentaneamente la presidenza di questo tempio della democrazia, che è il Senato della Repubblica. Il valore simbolico di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente perché, ai miei tempi, la scuola iniziava in ottobre, ed è impossibile per me non provare una sorta di vertigine ricordando che quella stessa bambina, che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco delle scuole elementari, oggi per uno strano destino, si trova sul banco più prestigioso del Senato». Ha dichiarato la Segre.

Come si vota al Senato

La procedura per l’elezione al Senato prevede che, nei primi due scrutini (previsti per la prima seduta) per eleggere il presidente, serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell’Assemblea. Ove non si raggiunga tale maggioranza (104 voti su 206), si procede ad una terza votazione, in cui basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato questa maggioranza, il Senato procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti, e viene proclamato eletto quello che ne prende di più. A parità di voti sarà eletto il candidato più anziano di età. Dopo il discorso del presidente provvisorio, la seduta è sospesa, poiché la Giunta per le Elezioni provvisoria deve dichiarare le opzioni dei parlamentari. Alla Camera le opzioni sono cinque, relative agli Europarlamentari eletti a Montecitorio. Al Senato le opzioni da accertare sono ben ventisei. Entro due giorni dalla prima seduta, i parlamentari devono dichiarare a che gruppo aderiscono, e questo termine scade domenica. A quel punto i gruppi parlamentari sono convocati per eleggere i rispettivi presidenti. Una volta eletti i capigruppo, si terrà la prima riunione dei presidenti di gruppo, in cui eleggere i vicepresidenti, i questori ed i segretari. Alla fine di questa laboriosa procedura, e quindi con l’elezione dei presidenti di entrambe le Camere, il presidente del Consiglio uscente può salire al Quirinale per dimettersi. Resterà comunque in carica per il disbrigo degli affari correnti, fino alla nomina ed al giuramento del nuovo esecutivo.

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