domenica, Settembre 25, 2022
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ALLARME PANE: COSTERÀ 6 EURO AL CHILO

La crisi economica non risparmia i beni primari. Filosa di Unipan Campania: “Con bollette quintuplicate che rendono insostenibili i costi di gestione, l’unica alternativa è aumentare il prezzo”

di Melania Depasquale

Presto il pane potrebbe raggiungere i 6 euro al chilo.

Il presidente UnipanConfcommercio (Unione dei panificatori) della Campania, Mimmo Filosa, portavoce delle organizzazioni di categoria, ha delineato un quadro insostenibile per i 5000 panifici della regione: «A causa del caro energia, con bollette quintuplicate che rendono insostenibili i costi di gestione, l’unica alternativa possibile è aumentare il prezzo del pane fino a 5-6 euro al chilo. Senza interventi immediati di ristoro alle imprese, saranno a rischio oltre 30000 posti di lavoro».

Il pane a 6 euro al chilo è insostenibile per i consumatori in una regione a basso reddito come la Campania. Una spesa eccessiva per un alimento base nella dieta. Sei mesi fa a Napoli il prezzo si aggirava intorno ai 2 euro al chilo, mentre la media nazionale era già ben più alta, circa 5 euro al chilo.

L’indice dei prezzi alimentari della Fao a gennaio 2022, quindi prima dell’inizio dell’invasione dell’Ucraina, aveva già fatto registrare il massimo di sempre, con i prezzi dei cereali che erano aumentati del 12,5 per cento, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Solo nel 2021 il nostro paese ha importato oltre 120 milioni di chili di grano dall’Ucraina, e circa 100 milioni di chili di grano dalla Russia. La nostra dipendenza dall’estero è in crescita. L’Italia importa il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane, pasta e biscotti, e negli ultimi quattro anni, si è passati da 543mila ettari di grano tenero coltivati in Italia, agli attuali poco meno di 500mila ettari. Il totale della produzione oggi di circa 2,87 milioni di tonnellate.

Gli acquisti alimentari degli italiani segnano già le prime contrazioni. In base a un’analisi della Coldiretti sui dati Istat dei primi sette mesi del 2022, i consumatori hanno già diminuito del 3,2 per cento la quantità di beni alimentari nel carrello della spesa. Il conto da pagare in cassa è però salito del 3,6 per cento per colpa dell’inflazione. Sempre più italiani scelgono di fare la spesa nei discount, grazie alle offerte sui prodotti che vengono proposte.

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