sabato, Settembre 24, 2022
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GOOGLE GLASS: BIG G RITENTA CON NORTH DOPO IL FALLIMENTO DEL 2014

Il gigante di Mountain View ha acquistato un’azienda sostenuta da Amazon per rilanciare il progetto degli occhiali intelligenti. I problemi sono ancora tanti: dalla sicurezza per le radiazioni così vicine alla testa a quello non secondario della privacy

di Antonio Daniele

Tradurre un testo in tempo reale semplicemente grazie a un paio di occhiali?
In un futuro più o meno immediato potrebbe accadere. A prevederlo, manco a dirlo, è Google, che ha anticipato un prototipo di occhiali intelligenti in grado di tradurre le lingue in tempo reale. A presentarlo è stato il Ceo di Big G (il nomignolo con cui è nota l’azienda di Mountain View), Sundar Pichai, mostrando una video dimostrazione durante il vertice degli sviluppatori I/O di Google: indossando gli occhiali che usano la realtà aumentata si potrebbe capire cosa sta dicendo un’altra persona semplicemente leggendo i sottotitoli che vengono presentati attraverso le lenti mentre questa parla. Chi già spera di poter mettere le mani su questo nuovo gadget, però, farebbe meglio a mettersi momentaneamente il cuore in pace. Non è ancora chiaro, infatti, se il prodotto arriverà mai sul mercato. L’azienda americana nota per il suo motore di ricerca si è avventurata per la prima volta sulla strada verso gli occhiali intelligenti un decennio fa, ma i Google glass non
erano interessanti per la maggior parte dei consumatori a causa del lancio limitato, dei prezzi iniziali elevati e dei problemi di privacy. Google, tuttavia, sembra voler continuare in quella direzione e nel 2020 ha acquisito North, un’azienda sostenuta da Amazon che produceva occhiali intelligenti.
La storia dei Google glass
I nuovi occhiali, quindi, qualora dovessero essere messi in commercio, potrebbero affermarsi come gli eredi dei Google glass, nella speranza che il successo arrida loro, al contrario di quanto è accaduto ai predecessori. I Google glass furono lanciati nell’aprile del 2014: negli Stati Uniti furono messi in vendita al prezzo di 1.500 dollari più tasse, solo per il giorno 15 aprile, fino a esaurimento scorte. I Google glass sono occhiali che proiettano sulla lente tutte le funzionalità avanzate di uno smartphone. Un computer connesso sopra i nostri occhi. Nel dettaglio con gli occhiali di Google possiamo: scattare foto, registrare video, navigare su Internet e ricercare, videochiamare e audiochiamare con condivisione dello schermo, usufruire di realtà aumentata con informazioni in tempo reale in base a quanto catturato dalla telecamera degli occhiali. Tutte queste funzionalità sono note ed esistono già in mobilità all’interno di uno smartphone di ultima generazione, ma quando vengono integrate in un paio di occhiali cambia totalmente la prospettiva. Più delle parole vale la pena vedere in azione questi occhiali per capire il cambiamento epocale che produrranno. Questi occhiali possono essere comandati in tre modi:
– comandi vocali
– toccando l’asticella che contiene un trackpad multitouch
– con movimenti della testa (utilizza la combinazione di accelerometro e giroscopio)
Un’ulteriore modalità sarà il controllo tramite il proprio smartphone che funzionerebbe a tutti gli effetti come un telecomando.
Attualmente gli occhiali si connettono ad Internet via Wifi oppure in tethering con il proprio smartphone Tecnicamente non ci saranno problemi ad integrare moduli 3G e 4G. I problemi attengono ai rischi alla salute per danni appurati ad avere le frequenze mobili vicino alla testa. Gli occhiali restituiscono le informazioni in sovraimpressione su una delle due lenti o dalle casse sulle asticelle. I Google glass segnano una rivoluzione, aprendo la strada ai dispositivi integrati con l’uomo, che estendono le capacità delle persone e migliorano l’esperienza di vita. Ci sono sicuramente degli effetti collaterali da valutare, il cui impatto è sempre rimesso al singolo. Come ogni grande innovazione per il viaggiatore il rischio è di non cogliere l’attimo distratto dalla tecnologia. I problemi ancora aperti sugli occhiali di Google sono le casse sugli occhiali, che non si sentono bene in particolare se c’è rumore esterno. Aggiungere la possibilità di agganciare delle cuffie non sarebbe male.
Effetti sulla salute? anche in tethering gli occhiali sono attaccati alla nostra testa e le onde elettromagnetiche sono molte. In ultimo un problema non tanto degli occhiali, ma i costi di connettività in roaming internazionale: è bello condividere le proprie emozioni
ma lo è meno se questo ci costa quanto il biglietto del viaggio!!!
Come abbiamo visto per avere in Italia gli occhiali di Google bisogna aspettare, conviene
comunque non affrettarsi per far consolidare la tecnologia (sistemare i problemi vari) e far scendere il prezzo finale (che non guasta).

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