sabato, Settembre 24, 2022
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CAMPAGNA: LA CITTÁ DELLA “CHIENA” TRA LA STORIA E GLI EROI

Un posto da vivere, pieno di eventi e fatti culturali e caratterizzato dall’imperdibile kermesse estiva che “bagna” tutto il centro del paese. Turisti e curiosi sono pronti al divertimento

di Melania Depasquale

È uno degli eventi più caratteristici del Sud Italia: ‘A Chiena.
La tradizionale cerimonia, se così vogliamo chiamarla, si svolge ogni anno, fino al 17 agosto, nella cittadina di Campagna, in provincia di Salerno. La festa vede per tradizione allagare le strade del paese, attraverso la deviazione parziale del fiume Tenza, affluente del Sele. Un corso artificiale permette all’acqua di percorrere il paese, nel quale, per l’occasione, accorrono turisti curiosi da ogni dove per assistere ad un evento di grande suggestione e fascino, unico nel suo genere. Le origini della festa si perdono nel
tempo, e sono legate ai racconti di diverse tradizioni. L’evento non è stato sempre caratterizzato da folklore popolare o da connotazioni ludiche. La tradizione vuole che la motivazione dell’allagamento della città fosse legata alla pulizia delle strade e delle botteghe, come avveniva anche a Torino nel 1700 per la pulizia delle strade più importanti. Secondo i racconti appartenenti ad un’altra cultura popolare, invece, nel mese di agosto si pensò di deviare il fiume, sfruttando la purezza delle sue acque, per epurare il paese da quella che fu l’ondata di peste che lo investì nel ‘600. Altra ipotesi è legata al fatto che il sistema servisse per eliminare gli escrementi degli animali da soma nel periodo estivo, durante il quale le piogge erano scarse. Nel 1889, furono realizzati il restauro del canale artificiale e della pavimentazione del corso Umberto I, il principale corso cittadino, per permettere il deflusso delle acque fluviali evitando così l’allagamento delle abitazioni. Venne emanata un’ordinanza per avvisare la cittadinanza dell’allagamento in arrivo utilizzando un banditore, che girava per tutti i quartieri della città invitando la gente a non uscire di casa per non bagnarsi. Dal 1982 ‘a Chiena si è trasformata in un evento di grande richiamo turistico e di attrattività culturale, con un cartellone di eventi variegato che animano il paese in estate, in attesa dell’evento centrale con l’apertura del canale nel periodo del Ferragosto. Dal 1994 è la Pro Loco Città di Campagna che gestisce l’appuntamento, occupandosi dell’organizzazione di concerti, rappresentazioni teatrali e animazione, sagre e degustazioni di prodotti locali, mostre e fiere. Il flusso dell’acqua non è casuale, ma deviato con maestria in maniera meccanica utilizzando un antico sbarramento in pietra. L’acqua viene deviata nella località denominata “Chiatrone”, e arriva da piazza Melchiorre Guerriero, diffondendosi in tutte le vie del centro. Il fiume, lungo 17 km, nasce dalla sorgente Acqua Menecale all’interno dell’oasi naturale del Monte Polveracchio, fra il valico Cancello di Sinicoli e la Gola del Malpasso. Non solo ‘a Chiena costituisce un momento di grande aggregazione e allegria, ma l’intero periodo che precede l’evento vede protagoniste molte altre iniziative che potremmo definire “bagnate”.
La principale di queste è ‘A Secchiata: questa si svolge per le strade ogni domenica pomeriggio nel periodo che interessa l’evento, ed è caratterizzata dal lancio di secchiate d’acqua, con le quali ci si diverte e ci si rinfresca. La “Passaggiata”, altro evento
noto, si svolge il sabato e la domenica mattina. Essa propone appunto di passeggiare con i piedi in acqua, lungo il corso principale della cittadina. ‘A Chiena di mezzanotte,
ultimo e attesissimo evento del 16 e 17 agosto, vede a mezzanotte in punto l’apertura del canale artificiale che devia l’acqua del fiume, il quale inonda letteralmente la città. Questa è l’ultima “Chiena” dell’anno, e tra frescura e divertimento è certamente un evento da non lasciarsi sfuggire. Durante la notte l’evento è accompagnato da canti, balli e spettacoli folkloristici. Molto interessate è anche il “Chiena Folk Festival”: danze e balli popolari nell’acqua, con musica etnica e folkloristica, si volgono in concomitanza con l’allagamento delle strade del centro storico. Questo spettacolo ha la durata di un solo giorno. Campagna, però, non è solo conosciuta e apprezzata per questo evento. Se il turista, infatti, intende rimanere a gustare delle bellezze artistiche e culturali del paese, non resterà deluso. Musei, chiese, catacombe e un’ottima cucina offrono un soggiorno all’insegna della cultura. Ci si può affidare per la visita, variegata ed articolata in diversi percorsi, all’Associazione Ignis, che insieme alla Pro Loco si impegna per la rivalutazione del territorio. L’Associazione Ignis, nata nel 2013, è composta da un gruppo di giovani che hanno come obiettivo la valorizzazione di Campagna, promuovendo attività, progetti e programmi a carattere turistico, culturale e sportivo. Girovagando nel centro storico campagnese si rimane colpiti dalla grande bellezza che il territorio offre: stupendi scorci panoramici, il fiume Tenza che scorre a ridosso della chiesa della Beata Vergine del Carmelo, il cosiddetto “monte tra i monti” per l’imponenza della struttura che si staglia tra i monti che circondano il paese. Qui è possibile ammirare anche catacombe, con gli ossari e gli scolatoi ancora intatti. Sono meravigliosi i cortili, come il chiostro affrescato del Palazzo di Città, le chiese e punti storici di grande interesse. Accanto al Museo è possibile visitare la chiesa di San Bartolomeo in cui colpisce il crocifisso del Santissimo Nome di Dio, custodito all’interno di una struttura da cui è visibile soltanto la testa, che secondo una leggenda fu trovata in un bosco e che viene portata in processione nel mese di settembre ogni sette anni. Particolarmente interessante è la visita al Museo di Interesse Regionale, Itinerario della Memoria e della Pace, Centro Studi “Giovanni Palatucci”, un eroico benefattore originario di Montella, che ha il merito di aver salvato la vita a tantissimi ebrei istriani inviati nel campo di internamento per civili di Campagna, durante la Seconda guerra mondiale. All’interno del convento domenicano di San Bartolomeo è allestita una mostra permanente che ripercorre l’intera storia della Shoah. Il convento fu uno dei 40 “campi del Duce” in Italia, e poteva ospitare fino a 900 prigionieri. Molti tra questi ebrei che giunsero a Campagna vennero salvati attraverso degli escamotage operati da Giovanni Palatucci, funzionario di polizia all’ufficio stranieri di Fiume, il quale, d’accordo con il vescovo di Campagna, Giuseppe Maria Palatucci, riuscì ad inviare queste persone nel centro del salernitano. Questa sua eroica attività gli costò la deportazione a Dachau nel ’44. Morì nel campo di concentramento l’anno successivo, poco prima che questo venisse liberato. Attualmente è in corso il processo di canonizzazione, in quanto molteplici sono le prove, come i carteggi con Papa Pio XII, nelle quali si trova conferma dell’attività benefica di Palatucci insieme allo zio vescovo, a costo della loro stessa vita. Tuttavia, altrettanto numerosi sono i detrattori della loro opera, la quale è ancora al vaglio storico e documentale. Della questione si è occupato anche il New York Times: il giornale si è espresso in maniera negativa rispetto alla causa di canonizzazione, definendo due come “collaboratori fascisti”. Di forte richiamo storico, ma anche attuale, la città di Campagna offre al visitatore ogni tipo di svago per la mente e lo spirito, non mancando di cultura e ospitalità, caratteristiche tipiche dei paesi campani.

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