lunedì, Dicembre 5, 2022
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LA SPECULAZIONE UNGHERESE SUL PETROLIO RUSSO

Il governo di Budapest ha ottenuto il permesso di poter continuare a importare greggio di Mosca a tempo indeterminato a causa dell’assenza di sbocchi sul mare della nazione

Budapest è pronta per l’introduzione di una tassa per le aziende che beneficeranno delle importazioni di greggio da Mosca, mentre il resto dell’UE dovrà farne a meno.
L’Unione Europea dirà addio al petrolio russo dal 2023, nonostante il suo acquisto sia più vantaggioso in quanto è più economico del 25% rispetto alla media dei prezzi globali.
L’Ungheria sta già pensando a come approfittare della deroga ottenuta i tavoli Ue. Il governo di Budapest ha ottenuto il permesso di poter continuare a importare greggio russo a tempo indeterminato a causa dell’assenza di sbocchi sul mare dell’Ungheria.
Effettivamente questa circostanza impedisce l’arrivo di forniture alternative via nave.
Ma, in realtà, l’esecutivo ungherese sta puntando a trasformare la deroga in nuove entrate per il bilancio statale.
Secondo alcuni analisti, Budapest potrebbe infatti ottenere circa 575 milioni di euro di “profitto nascosto” attraverso una tassa sul petrolio russo importato dall’Ungheria mentre il resto d’Europa cerca altri canali di approvvigionamento. Una quantità di denaro che “non è male per un’economia di quelle dimensioni”, ha fatto notare Eurointelligence.
Queste enormi somme serviranno a far quadrare il bilancio in rosso, con un disavanzo di circa 7 miliardi di euro.
Il primo ministro Viktor Orban, in campagna elettorale, ha ridotto le tasse e aumentato le pensioni. Tale manovra gli ha permesso di trionfare sui suoi avversari, che si erano uniti contro di lui.
Negli ultimi mesi l’Ungheria ha inoltre introdotto nuove tasse straordinarie sulle aziende di fornitura energetica e sulle compagnie aeree per aumentare il gettito proveniente dai ‘vincitori’ della nuova crisi. Una scelta che il governo di Budapest ha già annunciato, appunto, di voler replicare nei confronti del petrolio russo.
Alle aziende di prodotti petroliferi – secondo le prime dichiarazioni di esponenti di governo – sarà applicata una tassa straordinaria del 25% per gli anni fiscali 2022 e 2023.
“Questa imposta si basa sulla specifica differenza di prezzo del mercato mondiale per il petrolio greggio proveniente dalla Federazione Russa, moltiplicata per la quantità per barile di greggio proveniente dalla Russia acquistato nel mese in esame”, ha annunciato il governo ungherese confermando indirettamente le previsioni degli analisti.

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