sabato, Agosto 13, 2022
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COVID, ANCHE IN ESTATE CORRE L’EPIDEMIA: TRE MLN DI CONTAGI

Si preme per allargare la quarta dose anche ai 70enni. Ma fra gli over 80 l’ha fatta uno su tre

Secondo i dati ufficiali sono un milione gli attualmente contagiati, ma gli esperti valutano che siano almeno tre volte tanti, se non di più, che fanno i test a casa e non denunciano i risultati per evitare le “complicazioni” come la quarantena.
E così, a differenza delle estati 2020 e 2021, questa volta il caldo (anche forte) non ha fermato l’epidemia, che al contrario continua a crescere in modo preoccupante facendo pensare già a provvedimenti quali il ritorno dell’obbligo delle mascherine.
Intanto è flop per le quarte dosi: tra gli ultra ottantenni e gli immuno compromessi, ai quali il secondo booster è dedicato, solo il 28,8% si è vaccinato. Praticamente meno di uno su tre.
L’inaspettata quinta ondata estiva preoccupa molti, e tra essi non pochi pensano che le autorità tecnico-scientifiche del ministero della Salute dovrebbero valutare la possibilità di estendere da subito la platea dei soggetti richiamati alla quarta dose. Fino a che età? Qualcuno si spinge – come l’immunologa Antonella Viola – a chiedere di allargare la fascia di popolazione autorizzata alla quarta dose agli over 60.
Un pressing che al momento però non trova sponda presso il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che dichiara alla stampa: «Se la quarta dose fosse stata fatta prima e da più persone l’impatto di Omicron 5 sarebbe stato ridotto, ma in questa fase – sostiene – è tardivo autorizzarla per una fetta più ampia di popolazione per fermare la curva dei contagi. Tra due-tre settimane il picco sarà terminato e i casi scende- ranno. Aprire ora, avviare una campagna, portare le persone alla vaccinazione implicherebbe più o meno lo stesso lasso di tempo e la quarta dose estesa avrebbe un impatto modesto. Meglio concentrarci sulla vaccinazione autunnale estesa almeno a chi ha più di 50 anni, sperando di avere vaccini aggiornati alle nuove varianti». Insomma, citando il maestro D’Orta, “io speriamo che me la cavo”.

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