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ANGRI: UNA LUNGA STORIA D’AMORE E DEVOZIONE PER SAN GIOVANNI

La città dell’Agro si sposa in maniera viscerale con il culto del santo. Dalla tradizione fino ai giorni nostri è una festa viva cuore degli angresi

di Melania Depasquale

La festa di San Giovanni Battista, che ogni anno si svolge nella città di Angri, è una delle feste che maggiormente riflette l’attaccamento e la devozione alla figura di un Santo. La leggenda legata alla sua genesi si deve al solstizio d’estate, ovvero il giorno nel quale il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva e le ore di luce sono maggiori rispetto alle ore di buio.
Simbolicamente, la scelta di dar vita alla festa in questo giorno, rappresenta l’esplosione della vita, della conoscenza e della intelligenza, in opposizione al buio e al freddo dell’inverno. Com’era già in uso di sostituire i templi pagani con la nascita delle chiese, così la celebrazione religiosa è andata a sovrapporsi ad un culto paleocristiano già preesistente.
Tale culto era fatto di riti propiziatori e di un momento di purificazione con il fuoco, mentre il bagno nei corsi d’acqua è stato adottato come commemorazione del battesimo di Cristo. La scelta cristiana di consacrare il 24 giugno a san Giovanni fa riferimento alla nascita di Gesù il 25 dicembre, che a sua volta si pone in relazione con l’annunciazione a Maria, avvenuta nove mesi prima della natività: come afferma l’evangelista Luca, Maria andò a trovare Elisabetta al sesto mese di gravidanza.

La chiesa venne intitolazione al santo nel 1302, mentre l’inizio dei festeggiamenti risale al 1600: la scelta non è casuale: infatti, i primi festeggiamenti si ebbero per ringraziarlo degli interventi a seguito di varie calamità che colpirono il paese. L’elezione vera e propria a patrono ha una data non ben identificata, ma potremmo collocarla tra il XIV ed il XV secolo.
La festa è legata ad una tradizione culturale di tipo campestre: i contadini ringraziano il Santo per i copiosi raccolti, propiziandosi anche la sua intercessione futura. Le celebrazioni si svolgono all’inizio dell’estate, periodo florido per i raccolti, la scelta in questione è fatta in antitesi al gelo dell’inverno.

Le processioni del Santo patrono per le strade cittadine sono accompagnate dalle preghiere e dalla forte commozione della gente in un amplesso di fede, adorazione e devozione. Coloro che partecipano ai festeggiamenti possono ammirare come tutti i balconi e i portoni delle case attendono il passaggio del Santo Patrono.
Un momento molto sentito è quello del 24 maggio con l’alzata del quadro di san Giovanni nelle principali strade del paese, la festa continua nell’anniversario della natività con la processione della statua, e si conclude con la benedizione al popolo impartita attraverso le sacre reliquie. Quest’ultimo atto è stato introdotto dopo il loro ritrovamento a seguito del furto avvenuto nel 1965.
La festa vera e proprio infine, è celebrata il 24 giugno, ha testimonianze sin dalla seconda metà dell’800; allora era più sentita e ricca di significato religioso.

La domenica successiva al giorno nel quale effettivamente si festeggia il Santo, la statua ritorna in chiesa e a seguito di questo, la popolazione assiste al celebre e imperdibile “Incendio della Torre”: lo spettacolo consiste in un gioco pirotecnico che si alza dall’alto della torre del castello Doria, al centro della città, e i fuochi d’artificio esplodono proprio per dare l’idea della torre che prende fuoco. Quest’anno cadrà di domenica 26 giugno
La tradizione vuole che la celebrazione religiosa avvenga in due momenti. La processione e la messa all’aperto con grandissima partecipazione di popolo.
Fino a prima della fine della seconda guerra mondiale si usava portare in processione anche il busto d’argento di San Giovanni, successivamente, dagli anni’60 è posto, per l’intera novena, sull’altare maggiore ed è riccamente addobbato.
Caratteristiche sono le luminarie, un tempo alimentate ad olio, poi successivamente, sino ad oggi, ad energia elettrica con sfavillanti luci multicolore dai fantasiosi effetti di movimenti che attraggono sempre tantissimi curiosi. Questo spettacolo si svolge genericamente in tarda serata, proprio per consentire che il sole cali e le luci delle luminarie possano brillare nella notte.

Tradizionale e caratteristico è anche il dipinto con i gessetti, realizzato sull’asfalto, che raffigura il volto del Santo, un artista della zona, infatti, ogni anno si prodiga nel realizzare l’opera.

Quest’anno la festa vedrà la mancanza delle processioni. La decisione è stata presa sulla scia di quanto accaduto, tra le forti polemiche, a Pagani. Il vescovo Giuseppe Giudice ha valutato di sospendere i riti religiosi legati al passaggio del Santo nella città, sicuramente anche ad Angri non mancheranno le polemiche per questa decisione considerando quanto è forte la devozione al patrono.

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