giovedì, Giugno 30, 2022
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IL CILENTO: UNA TERRA CHE PROFUMA DI MARE E TRADIZIONE

Il fascino senza tempo di un luogo che, tra antiche culture e un sempre più fiorente territorio, si conferma eccellenza della Campania

di Melania Depasquale

Il Cilento è una delle zone più affascinanti e maggiormente visitate della provincia di Salerno, sita nella parte meridionale della Campania.  Il nome Cilento, dal latino “CisAlentum“, ossia “al di qua del fiume Alento”, compare già nel 994 d.C. e fu dato dai monaci Benedettini che eressero lì chiese e monasteri, divenuti poi centri abitati. Il territorio per millenni ha ispirato poeti e cantori, infatti molti miti greci e romani sono stati ambientati sulle sue coste. Il mito più famoso, presente nell’Odissea di Omero, è quello dell’isola delle Sirene: le creature mitologiche che, secondo il poeta, con il loro canto ammaliavano i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni sugli scogli. L’isoletta che ispirò Omero, secondo il mito dell’antichità, è probabilmente quella di fronte a Punta Licosa, posta a sud di Santa Maria di Castellabate. Un altro mito che richiama una nota località cilentana è quello di Palinuro, il nocchiero di Enea. Si narra che, durante il viaggio verso le coste del Lazio, cadde in mare insieme al timone, si aggrappò al relitto e per tre giorni ingaggiò un’estenuante lotta contro le onde infuriate. Quando stava finalmente per mettersi in salvo sulla riva, fu barbaramente ucciso dagli abitanti di quei luoghi: da allora quel promontorio prese il nome di Capo Palinuro.

Le tradizioni della cultura cilentana, oltre che nei miti, affondano le proprie radici nell’antichissima appartenenza alla vita contadina. È il caso di Casaletto Spartano, dove il primo maggio gruppi di giovani, vanno di casa in casa a chiedere legumi di ogni tipo. Questi, vengono cotti separatamente e poi la sera nella piazza del paese sono preparati tutti insieme in una grande caldaia e conditi con olio e sale. I paesani ne prendono una porzione come augurio di prosperità e abbondanza dei raccolti. Si contano circa 13 tipi di legumi diversi.

Questo caratteristico piatto, con qualche variante, è consumato in tutto il Cilento e in particolare nel Golfo di Policastro, dove prende il nome di “Cuccìa”. Nel paese di Ispani, che ha ottenuto la bandiera blu quest’anno, precisamente nella frazione di San Cristoforo, viene allestita ogni anno ad agosto la Sagra della Cuccìa, con una sfilata di costumi d’epoca e altre manifestazioni folkloristiche; al culmine della serata viene servito il tradizionale piatto.  Quest’ultimo è noto anche a Cicerale dove viene chiamato “Cecciata“, a Castel San Lorenzo e Stio è noto come “Cicci Maritati“, lo stesso a Pellare, Moio e Vallo della Lucania. Invece a Castellabate i “Cicci” si cuociono nel Giorno dei Morti. Un cibo rituale analogo era la “Panspermia”, ottenuta dalla mescola di tutti i semi. Ricordiamo anche il territorio di Trentinara, noto anche come la terrazza del Cilento. Qui all’ombra del monte Vesule, ogni anno si svolge la tradizionale “Festa del Pane e delle tradizioni Contadine“, particolare l’allestimento e i prodotti tipici locali, si possono ammirare danze e canti popolari avvolti da un’atmosfera d’altri tempi.

A Capaccio Paestum, chiamata anche la porta del Cilento, durante l’ultimo week end del mese di luglio, viene organizzato un rilevante evento che ha l’obiettivo di promuovere il territorio cilentano attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici. L’evento ideato da un’associazione locale, prende il nome di “Capaccio Porta del Cilento”, e si presenta come una passeggiata gastronomica nel centro cittadino e vede protagonisti molti comuni Cilentani con le loro tradizioni gastronomiche, il tutto si completa con la presenza di artisti locali e musica. La zona di Capaccio è nota anche per la grande tradizione legata al lavoro caseario. Molti, infatti, sono i caseifici che sorgono nella zona, tra questi, alcuni sono noti in tutt’Italia per le loro bontà e la cura che prestano alle bufaleTornando alle tradizioni culinarie, un altro piatto tipico del Cilento, e in particolare di Palinuro, sono dei rotoli di pizza, spesso conosciuti come le “Viviane”, imbottiti con una base di pomodoro e mozzarelle e farciti a piacere. Il piatto tipico di Marina di Camerota invece, portato in televisione dal primo ristoratore di Marina, è la “Ciambotta“, detta anche, più anticamente, “Ciammardola“.

L’ultimo piatto, il più antico tra i molti della tradizione, risalente all’epoca romana, è la “Pizza Cilentana”. La sua realizzazione richiede ingredienti semplici: semola di grano duro, salsa di pomodoro e formaggio.

Oltre alla grande tradizione gastronomica e all’attaccamento alla terra che i cilentani hanno, altri aspetti unici di questa zona sono a bellezza del suo mare e delle sue spiagge oltre che la fortuna di ospitare affascinanti luoghi di cultura senza tempo come: i Templi di Paestum. La reale bellezza del mare si concretizza nel fatto che, anche quest’anno, si è vista una grande conferma di bandiere blu: riconoscimento che garantisce l’eccellenza. Tra le zone più belle in cui trascorrere le vacanze ricordiamo le spiagge di: Acciaroli, Agnone, Pioppi, Santa Maria di Castellabate, Marina di Camerota, Palinuro ma anche Agropoli e Capaccio.

 

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