venerdì, Dicembre 9, 2022
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SINDACO DI PAGANI: “MEGLIO ASSENTE CHE CAMORRISTA”

Lello De Prisco risponde con forza alle accuse mosse contro di lui dal parroco della Basilica di Sant’Alfonso

di Melania Depasquale

Lello De Prisco, sindaco di Pagani, risponde duramente al polverone di polemiche che negli scorsi giorni si è alzato tra lui e padre Gennaro Sorrentinoparroco della Basilica di Sant’Alfonso. I diverbi sono nati riguardo al degrado della piazza principale della città. «Preferisco esser reputato assente per le bravate dei ragazzi piuttosto che essere un sindaco camorrista». Queste le parole al veleno che il primo cittadino ha pronunciato dal palco dell’Auditorium “Sant’Alfonso Maria De Liguori” in occasione della cerimonia per ricordare il tenente Marco Pittoni. La forte risposta di De Prisco è arrivata dopo la lettera alla città inviata da padre Sorrentino, nella quale il parroco sottolineava la condizione di degrado e abbandono della piazza, e mancanza di dovuti controlli. In particolare, il Sindaco, non ha apprezzato le strumentalizzazioni dilagate in città e i commenti feroci arrivati tramite i social. Anche l’opposizione consiliare non ha perso tempo per criticare l’operato della maggioranza.

A infondere fiducia al primo cittadino, però, ci hanno pensato proprio i bambini presenti all’interno dell’Auditorium, i quali hanno gli chiesto in massa foto e autografi: «È stato un momento di enorme orgoglio, anche se ovviamente non sono un artista o uno sportivo affermato. Loro sono puri e lontani dalle strumentalizzazioni politiche, e li ringrazio per il loro appoggio». De Prisco si è difeso dalle tante accuse mosse spiegando come quotidianamente si muove nell’interesse della città, sottolineando come la sinergia tra macchina comunale, associazioni, scuole, parroci e forze dell’ordine sia continua e proficua, e che quindi non è possibile parlare di una Pagani abbandonata. Infine, le stoccate finali sono tutte dedicate alla comunità parrocchiale di Sant’Alfonso, la quale, ha reputato una pallonata come un atto di vandalismo, e non come semplice bravata giovanile.

«Noi facciamo il nostro lavoro e lo facciamo veramente, non possiamo stare qua a raccontare di interlocuzioni notturne o di retate all’alba per rispetto e tutela delle indagini. Noi amministriamo e difendiamo la città. I parroci ritornino tra le strade. Ne abbiamo bisogno. Preferisco esser reputato assente per le bravate dei ragazzi piuttosto che essere un sindaco camorrista». Conclude De Prisco.

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