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È MORTO A 94 ANNI CIRIACO DE MITA

L’ex premier e segretario della Democrazia Cristiana, si è spento ad Avellino nella casa di cura “Villa dei Pini”

di Melania Depasquale

L’ex Presidente del Consiglio e segretario della DCCiriaco De Mita, si è spento all’età di 94 anni, questa mattina alle ore 7. La notizia è stata resa nota dal vicesindaco di Nusco, Walter Vigilante. Il politico era stato già sottoposto, lo scorso febbraio, ad un intervento chirurgico per la frattura di un femore, causata da una caduta in casa. Secondo quanto si è appreso, De Mita è morto nella casa di cura “Villa dei Pini” di Avellino, dove era ricoverato dal 5 aprile a seguito di un attacco ischemico, che inizialmente l’aveva costretto al ricovero presso l’ospedale Moscati.

In un primo momento la situazione non destava molte preoccupazioni, ma in seguito la figlia Antonia aveva rivelato che le condizioni del padre erano peggiorate, tanto da non averlo potuto incontrare.

Ciriaco De Mita è stato da sempre un uomo di pensiero, molto pragmatico, ma anche un politico dotato di grinta e di spirito di azione. Nato a Nusco il 2 febbraio del 1928, ha fatto della passione per la politica il suo baluardo, tanto che già nel 1943 si era iscritto alla DC. Consigliere nazionale del partito nel 1956, fu nel ’63 deputato per la prima volta, nel 1969 divenne vicesegretario della DC. Strinse inoltre con Arnaldo Forlani, il Patto di San Ginesio.

Nel 1985, quando si doveva scegliere il successore di Sandro Pertini, Alessandro Natta espresse l’intenzione di indicare la candidatura del segretario a Capo dello Stato. Tale candidatura sarebbe stata appoggiata anche dai comunisti. Tuttavia, De Mita, ha sempre preferito vivere il mondo della politica da uomo di grande pensiero, da analista convinto. Era un politico a cui piaceva chiacchierare, e per questa ragione rifiutò l’incarico al Quirinale. Egli stesso dichiarò: «A me piace l’analisi, il pensiero, mi piace chiacchierare. Un Presidente della Repubblica non può chiacchierare». Quando era segretario della DC non lesinò parole pungenti verso uno degli imprenditori più noti dell’epoca: Gianni Agnelli. Di lui disse: «Agnelli è un mercante moderno, con poche idee e tanti interessi particolari».

Fu Presidente del Consiglio tra il 1988 e il 1989, più volte ministro, protagonista della vita parlamentare e politica italiana nella sinistra democristiana, e fino all’ultimo si impegnò nelle istituzioni locali, come sindaco del comune di Nusco.

Insomma, un appassionato di politica. Un grande leader che non si è mai tirato indietro nel compiere scelte nei momenti più difficili, e che ha investito come pochi sull’apertura della politica ai giovani, in un tempo in cui avveniva esattamente l’opposto. La morte di De Mita ha fortemente colpito la classe politica odierna. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso, a nome del Governo, il più sentito cordoglio per la sua scomparsa. Tanti intensi ricordi si sono susseguiti sui social, da Enrico Letta a Dario Franceschini. Sentito anche il ricordo di Bobo Craxi: «Sono sinceramente addolorato per la scomparsa del presidente Ciriaco De Mita, e sono vicino alla mia amica Antonia De Mita». Cordoglio anche dal fronte dell’opposizione, Antonio Tajani, vicepresidente del Partito Popolare Europeo, scrive: «Con Ciriaco De Mita scompare un grande protagonista della politica italiana. Spesso non ho condiviso le sue scelte e le sue idee, ma ho condiviso con lui anni al Parlamento europeo nel gruppo del Partito Popolare Europeo, dove avevamo costruito un bel rapporto umano. Una preghiera. Riposa in pace».

Oggi non muore un politico defilato, ma un protagonista attivo con un pensiero moderno. Un maestro per la politica dei giorni nostri e delle future generazioni.

 

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