venerdì, Ottobre 7, 2022
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ANGRI COME PAGANI: FESTA DI SAN GIOVANNI SENZA PROCESSIONI

I cittadini angresi dovranno rinunciare all’incontro per le strade con l’amato patrono, decisione poco condivisa dalla politica e dalla cittadinanza

di Melania Depasquale

La festa di San Giovanni Battista, tanto attesa dai cittadini di Angri, quest’anno non si farà. La notizia filtra dal comitato festeggiamenti in onore del Santo Patrono, il quale ha reso noto che rinvierà al prossimo anno il programma civile che accompagna le celebrazioni del 24 giugno. Una decisione che richiama il veto imposto dalla Diocesi di Nocera-Sarno su ogni tipo di processione religiosa che ha già determinato, con a seguito una scia incalzante di polemiche, la festa delle “Madonna delle Galline” a Pagani.

La statua del Santo non attraverserà dunque, le strade cittadine. Lo storico comitato, in sinergia con la parrocchia guidata da don Enzo Leopoldo ha dichiarato: «Ad oggi la situazione è purtroppo chiara: non ci sono le condizioni per programmare le consuete iniziative legate alla festa». Il prossimo 24 maggio ci sarà, invece, la tradizionale cerimonia dell’Alzata del Quadro in programma quest’anno in piazza Crocifisso alle ore 20. Per il terzo anno consecutivo gli angresi dovranno rinunciare alle iniziative civili legate alla festa patronale; attesa la conferma del programma religioso, che di solito prevede la celebrazione della messa all’alba della domenica in piazza San Giovanni.

Di tutt’altro avviso è il primo cittadino di Angri, il quale ha dichiarato: «Sono contrario al divieto delle processioni, soprattutto perché è il momento più importante e simbolico della nostra festa patronale. Porterò questo mio pensiero a monsignor Giudice a cui invierò richiesta ufficiale per ricevermi, con la speranza che da qui alle prossime settimane possa cambiare opinione, è tutto ancora in fase di elaborazione, lo stesso comitato festeggiamenti si è ritrovato spiazzato e in ritardo rispetto alla tabella di marcia, vista l’incertezza dopo le dichiarazioni del vescovo». Questa è la pozione espressa dal sindaco Cosimo Ferraioli.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere provinciale Giuseppe Del Sorbo, il quale rispetta la decisione della Diocesi ma non la condivide: la pandemia, secondo l’opinione del politico, ha imposto serie restrizioni ma il senso di responsabilità non dovrebbe continuare a tradursi in rinunce.

Immancabile, come accaduto per i cittadini paganesi, l’eco della polemica che subito si è alzata non appena è trapelata la notizia. I social già raccolgono malumori e dissensi verso la decisione e tra le strade della città c’è chi si dice pronto a far di tutto affinché la statua dell’amato patrono possa riabbracciare di nuovo il suo popolo.

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