domenica, Settembre 25, 2022
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ALTA TECNOLOGIA PER COMBATTERE I TUMORI: ARRIVANO I MICROROBOT “PORTAFARMACI”

La ricerca fa passi da gigante nel campo biomedico e robotico. Piccoli innesti sono stati creati per consentire terapie mirate e minimi effetti collaterali nella cura del cancro

Arrivano i microrobot per curare i tumori senza grossi effetti collaterali. Si è largamente parlato di quanto la ricerca scientifica stia proseguendo a passo spedito nello sviluppo di sistemi sempre più tecnologicamente avanzati, in grado di consentire cure più rapide, efficaci e meno invasive, per la cura dei tumori.
Nello specifico, i ricercatori stanno creando dei microrobot in grado di rilasciare carichi terapeutici attraverso la barriera ematoencefalica, elaborando gli innesti attraverso l’esperienza fatta con i globuli bianchi, e utilizzando campi magnetici rotanti per spingerli verso obiettivi all’interno del cervello. 
Le difficoltà maggiori si sono registrate nel far passare le molecole attraverso la barriera ematoencefalica per curare le malattie che colpiscono il cervello, inclusi tumori e disturbi neurologici, in quanto possono portare a reazioni immunitarie che portano alla loro eliminazione. Il team Harbin Institute of Techonology in Cina è riuscito a trovare una soluzione a questo problema. Come riporta la rivista Science Robotics, i ricercatori hanno descritto in maniera accurata in che modo hanno caricato il farmaco aclitaxel in nanogel magnetici, rivestendo queste particelle con Escherichia coli. 

Quando i neutrofili, un tipo di globuli bianchi, hanno rilevato la membrana di Escherichia coli, hanno inghiottito immediatamente le particelle. Il processo ha creato quindi dei micro robot magnetici basati sui neutrofili.

Essendo quindi parte dei neutrofili, in quanto inglobati in essi, i nanogel caricati con il farmaco sono passati lungo il flusso sanguigno dei topi fino ad arrivare al cervello senza innescare alcun tipo di risposta immunitaria che abbia limitato l’effetto dei microrobot. 
L’uso del nanogel magnetici, ha consentito ai ricercatori di controllare il movimento dei nano robot.  Inoltre i ricercatori, piuttosto che aspettare che i nano robot agissero in maniera passiva verso il bersaglio, li hanno spostati loro stessi utilizzando un campo magnetico rotante.

La nuova modalità di approccio ha inibito la proliferazione delle cellule tumorali in una maniera decisamente più efficace rispetto all’effetto che si registrava con la normale iniezione del farmaco. Se la tecnologia venisse trasferita  sull’uomo, i microrobot potrebbero facilitare la somministrazione di dosi terapeutiche elevate di farmaci antitumorali al cervello, senza esporre i tessuti sani ai livelli di intollerabilità causati dall’abuso di tali farmaci.

Melania Depasquale

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