mercoledì, Maggio 25, 2022
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GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA: IL REPORT DEL WWF PER SALVARE “L’ORO BIANCO”

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il WWF pone l’attenzione sulla situazione della crisi idrica negli ultimi anni con il suo report: “L’Ultima goccia: crisi e soluzioni del prosciugamento climatico”. In questo elaborato traccia la linea da seguire e le possibili soluzioni per riequilibrare il legame delicato e inscindibile tra acqua e clima

La crisi idrica interessa più della metà della popolazione mondiale, 4 miliardi di persone infatti sperimentano già una grave carenza d’acqua per almeno un mese all’anno. Tra il 1970 e il 2019, il7% di tutti gli eventi catastrofici nel mondo sono stati legati alla siccità e sempre più persone incontrano periodi di siccità più lunghi rispetto al 1950. Questo comporta secondo il WWF un dato critico che vede un aumento di esposizione ad una grave mancanza d’acqua che dal 3% si eleverà all’8% nel 21esimo secolo. Non solo fenomeni di estrema mancanza d’acqua, ma anche un “eccesso” della stessa hanno causato diversi danni all’ambiante provocando inondazioni e perdite economiche; è quindi evidente come anche i repentini cambiamenti climatici a cui assistiamo influenzino la presenza dell’acqua nei vari territori. Della mancanza di questo bene primario nel risentono anche le coltivazioni, infatti a livello globale, tra il 1983 e il 2009, circa tre quarti delle aree coltivate globali (454 milioni di ettari) hanno subito perdite di produzione cumulative corrispondenti a 166 miliardi di dollari. L’aumento delle crisi idriche, dovute in parte ai cambiamenti climatici ma soprattutto alla cattiva e caotica gestione delle acque, evidenzia con sempre maggior urgenza la necessità di rivedere le modalità di gestione del patrimonio idrico. Per quel che riguarda l’Italia anche in aree idriche storicamente molto ricche come la Pianura padana si assiste a problemi di scarsità d’acqua. La problematica non interessa solo il settore primario, ma anche il settore legato all’industria e alla produzione energetica, in particolare in quello termoelettrico e idroelettrico si registra una riduzione dal 4 al 5% dei tassi di utilizzo delle installazioni durante gli anni di siccità rispetto ai valori medi a lungo termine dagli anni ’80. In Italia, esistono 4.509 impianti idroelettrici, il doppio rispetto agli ultimi anni. Tale aumento considerevole degli impianti è dovuto alla diffusione del cosiddetto mini-idroelettrico, favorito dagli incentivi per la loro installazione. Occorre fare di tutto per far convivere al meglio energia idroelettrica e salute ecologica dei fiumi, cessando di moltiplicare gli impianti insostenibili e assicurando invece ilrecupero e la buona gestione degli impianti esistenti. Per armonizzare di nuovo il sistema, il WWF propone diverse soluzioni: l’obiettivo primario resta quello di riequilibrare il rapporto tra acqua e cambiamento climatico rientrando negli standard di emissioni nette di CO2 zero entro il 2050 previste dall’Accordo di Parigi sul clima. Oltre a una massiccia e rapida de carbonizzazione, vanno spinti i progetti ispirati alle soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions, NBS) con la protezione, il ripristino e la gestione sostenibile dei serbatoi naturali di carbonio. Questo favorirebbe, ad esempio, la naturale ricarica delle falde in aree agricole o il drenaggio sostenibile in aree urbane. In questo sensoilprogetto di riqualificazione del Po, nato su proposta del WWF e ANEPLA e adottato dal Ministero della Transizione Ecologica che lo ha inserito nel PNRR, rappresenta il più grande progetto di riqualificazione ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici in Italiasul quale sono stati investiti 357 milioni del recovery fund. Un altro fattore essenziale per combattere la crisi idrica indicato dal WWF è la pianificazione a livello di bacino idrografico con il coordinamento di un soggetto unico. Infine, occorre rivedere il sistema di concessioni, riassegnando le quote di derivazione per l’agricoltura, per l’idroelettrico e per tutti gli altri usi civili, industriali e ambientali (deflusso ecologico) in base a un bilancio idrico di bacino che garantisca un utilizzo sostenibile dell’acqua; per questo è anche necessario incentivare modalità risparmio e di miglior gestione dell’acqua. Anche nel nostro paese, partendo dalle nostre case, è necessaria una nuova educazione all’utilizzo di quel che viene definito l’“Oro bianco”, infatti siamo tra le popolazioni mondiali che maggiormente spreca acqua.

Melania Depasquale

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