martedì, Settembre 27, 2022
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E’ LA “DIETA MEDITERRANEA” LO STILE ALIMENTARE PIU’ SALUTARE AL MONDO

Siamo depositari inconsapevoli di uno stile nutrizionale le cui virtù sono prese a modello in tutti i paesi del mondo: tra i segreti? Zucchero praticamente al bando Diceva bene Ippocrate, un medico greco vissuto tra il 460 e il 377 a.C.: “Fa’ che il tuo cibo sia la tua medicina e la tua medicina sia il cibo”

Per alimentazione o dieta equilibrata s’intende un modo di alimentarsi atto a mantenere un buono stato di salute garantendo un apporto adeguato di energia e di nutrienti, che per qualità e quantità soddisfino il fabbisogno energetico, plastico e regolatore dell’organismo, prevenendo dannosi eccessi o carenze nutrizionali. Un’alimentazione equilibrata deve così soddisfare il fabbisogno calorico evitando aumenti o perdite di peso, ma soprattutto apportare al nostro organismo la giusta proporzione di nutrienti, fondamentali per una buona qualità della vita e conservare quindi un buono stato di salute. Dieta significa, nell’antica medicina Greca, modo di vivere, ovvero il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute. Tale concetto si ricollega al nostro concetto di ben-essere. Non si parla dunque di “mettersi a dieta”. La parola dieta ha assunto il significato di “un programma dietetico da seguire per un periodo limitato di tempo” e da interrompere una volta raggiunto il peso corporeo desiderato. Una dieta così concepita vorrebbe risolvere in breve tempo un problema la cui risoluzione richiede molto tempo. Un corretto regime alimentare deve essere tale da poter essere mantenuto nel tempo, deve consentire di non acquistare peso e controllare con successo il peso raggiunto. Si discute molto su quale possa essere – tra le mille soluzioni offerte sul mercato – il famoso ‘elisir di lunga vita’, in grado di risolvere ogni problema e di conseguenza garantire felicità, benessere e longevità. Periodicamente, si assiste alla scoperta di nuovi principi, frutto di intense ricerche nel campo della chimica, della biologia, della genetica, che danno poi origine a prodotti industriali che promettono miracoli; integratori vitaminici, omega 3, erbe misteriose, ormoni, probiotici, antiossidanti… Ad ogni lancio è forte la speranza che queste sostanze possano risolvere i problemi di salute che affliggono l’umanità, ma purtroppo ci si ritrova alla fine a fare i conti con l’amara realtà: la malattia permane e al limite si è riusciti ad alleviare i sintomi. Lo sterminato numero di ricerche sulle cause e sul modo di risolvere l’obesità hanno portato a conclusioni piuttosto limitate e, in fondo, abbastanza normali. Quello che oggi si pensa è che esista una moderata tendenza al sovrappeso, geneticamente determinata, ma che la maggior parte del problema derivi dal rapporto squilibrato tra le calorie introdotte e quelle utilizzate. Essendo passati generazione dopo generazione da una vita attiva ad una sempre più sedentaria, e da una alimentazione povera ad una sempre più ricca, non poteva succedere ciò che è effettivamente successo. È difficile rendersi conto di quanto sia facile assumere più calorie del necessario, quando ci si nutre nel modo convenzionale. Prima di tutto, si tenga presente che tutti i dolci che si consumano sono già assunti in eccesso, giacché in Italia la quota abituale di pane e pasta copre più che adeguatamente il fabbisogno di calorie da carboidrati. Poi si consideri che una persona di circa 70 kg di peso brucia da 600 a 700 kcal correndo a velocità moderata per un’ora. Ciò significa che un italiano medio, che ha fatto colazione con cappuccino e brioche, dovrebbe correre almeno per mezz’ora per utilizzare le calorie che ha assunto. E chi si gode un caffè latte e brioche al mattino ed un gelato la sera? Magari una bibita? O un pacchettino di biscotti o di wafer? Dovrebbe trasformarsi in un maratoneta! Quando non si previene alla fine tocca reprimere. In questo caso ciò significa “mettersi a dieta”. Il problema sta nel come farlo senza creare degli squilibri nell’organismo e soprattutto in come non riprendere peso subito dopo aver finito il periodo di dieta. Moltissime persone scelgono di ridurre le calorie provenienti da carboidrati e grassi, e quindi riducendo non solo i dolci, i condimenti le carni ed i formaggi grassi, ma anche i cereali integrali che sono ricchi di carboidrati ma anche di sostanze indispensabili.L’adottare una “dieta dimagrante” a base di cibo animale e verdure (che molto spesso si riducono a pomodori ed insalata) comporta tre problemi fondamentali:

1 – è difficile assicurare all’organismo tutte le sostanze necessarie per un corretto funzionamento

2 – si cade in una condizione acida del sangue che comporta: peggioramento del bilancio del calcio, aumento della propensione a formare calcoli delle vie urinarie, rischio di perdita della massa ossea.

3 – una volta terminato il periodo di restrizione, è facile sviluppare un desiderio di carboidrati maggiore di quello che si aveva in precedenza. Non siamo dunque sulla via maestra per recuperare il benessere. È il modello alimentare nel suo insieme che deve essere messo in ordine, sono le abitudini quotidiane alimentari. Voler risolvere il problema di salute con una “Dieta” è incamminarsi su una strada senza uscita, perché tutte le diete alla fine si interrompono.

Solo se si cambia stabilmente il modo di alimentarsi, passando ad uno che prevenga il problema una volta per tutte, e che possa essere messo in atto senza sforzo, si può correggere la tendenza degenerativa in opera nei nostri paesi. Il segreto sta nel capire cosa ha permesso all’essere umano di vivere fino ad adesso andando nello specifico a studiare quali sono stati i cambiamenti alimentari ai quali l’uomo non è riuscito ad adattarsi, senza fare una battaglia insensata e puramente ideologica al progresso. Lo studio comparato di otto diete dimagranti diverse ha confermato che, sulla base dei dati scientifici oggi disponibili, un’alimentazione che privilegi cereali integrali, verdure, frutta, piccole quantità di cibo animale, ed elimini lo zucchero, è quella più consigliabile anche sotto il profilo della salute generale della persona. La “dieta mediterranea” è la più salutare e che noi mediterranei siamo depositari inconsapevoli di uno stile alimentare le cui virtù sono prese a modello in tutti i paesi del mondo. Ed è per questa ragione che è stata presentata la candidatura della dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.                       

Monica Marro

dietista

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